Apr252008
20:52:42
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Giovanni Corbellini
Bello?
In conclusione a una recente intervista televisiva (Che tempo che fa, RaiTre, 08.01.2005), Renzo Piano affermava che "la bellezza è una bellissima idea". Una ennesima conferma, dall'alto di una fonte particolarmente autorevole e dal basso di un contesto quanto mai popolare (dall'interno della professione come nella percezione collettiva della stessa), che di quello, proprio di bellezza tratta l'architettura. Tuttavia, la tautologia usata da Piano mostra, probabilmente al di là delle sue intenzioni, quanto problematica sia la questione, a partire dalla stessa definizione di cosa sia bello e degli strumenti per raggiungerlo (vedi Sandro Dorna, Che cos'è l'arte. 822 definizioni di qualcosa di indefinibile, Allemandi, 1994). Problematicità intrinsecamente connessa alla soggettività del tema (il termine "estetica" è etimologicamente legato alla sensazione, alla percezione), tanto mutevole ed evanescente da produrre una serie ininterrotta di teorie e proposte, ciascuna tesa a stabilire uno standard definitivo ma inesorabilmente destinata a essere negata da concezioni nuove, da rimozioni di confini, persino da rinascite o revival di modi precedenti. Una condizione riconosciuta da Girolamo De Michele e Umberto Eco (curatori di Storia della bellezza, Bompiani, 2004) che, attraverso un'ampia rassegna di contributi critici e iconografici, sottolineano il carattere non lineare della valutazione estetica e, insieme, il significato strategico dello spostamento del punto di vista connesso a ogni operazione artistica. È grazie a quest'ultimo meccanismo, e più precisamente allo "straniamento" teorizzato da Viktor Sklovskij nel 1917 (vedi Tzvetan Todorov, I formalisti russi. Teoria della letteratura e metodo critico, Einaudi, 1968), che si spiega ad esempio il passaggio dalla "perfezione" stilistica di Raffaello, dall'unità di vero, bello e bene alla base delle sue opere, alle ambiguità della deformazione manierista, alla dismisura barocca, alla nozione di sublime (introdotta per chiarire i fenomeni di inversione estetica di esperienze considerate anche estremamente negative da Edmund Burke, A Philosophical Enquiry into the Origin of our Ideas of the Sublime and Beautiful, R. and J. Dodsley, 1757), fino all'Estetica del brutto di Rosenkranz (Aesthetik des Hässlichen, Bornträger, 1853) che relativizza definitivamente l'idea di godimento estetico. (Le cose, naturalmente, sono molto meno semplici di quanto si possa ricostruire in poche righe: sulla complessità delle tendenze artistiche in un periodo apparentemente unitario come il rinascimento vedi ad esempio Eugenio Battisti, L'antirinascimento, Feltrinelli, 1962) [segue su http://architettura.supereva.com/parole/20050627/index.htm]
Giovanni Corbellini Ex-Libris, Feltrinelli, 2007
Progetti automatici
In conclusione a una recente intervista televisiva (Che tempo che fa, RaiTre, 08.01.2005), Renzo Piano affermava che "la bellezza è una bellissima idea". Una ennesima conferma, dall'alto di una fonte particolarmente autorevole e dal basso di un contesto quanto mai popolare (dall'interno della professione come nella percezione collettiva della stessa), che di quello, proprio di bellezza tratta l'architettura. Tuttavia, la tautologia usata da Piano mostra, probabilmente al di là delle sue intenzioni, quanto problematica sia la questione, a partire dalla stessa definizione di cosa sia bello e degli strumenti per raggiungerlo (vedi Sandro Dorna, Che cos'è l'arte. 822 definizioni di qualcosa di indefinibile, Allemandi, 1994). Problematicità intrinsecamente connessa alla soggettività del tema (il termine "estetica" è etimologicamente legato alla sensazione, alla percezione), tanto mutevole ed evanescente da produrre una serie ininterrotta di teorie e proposte, ciascuna tesa a stabilire uno standard definitivo ma inesorabilmente destinata a essere negata da concezioni nuove, da rimozioni di confini, persino da rinascite o revival di modi precedenti. Una condizione riconosciuta da Girolamo De Michele e Umberto Eco (curatori di Storia della bellezza, Bompiani, 2004) che, attraverso un'ampia rassegna di contributi critici e iconografici, sottolineano il carattere non lineare della valutazione estetica e, insieme, il significato strategico dello spostamento del punto di vista connesso a ogni operazione artistica. È grazie a quest'ultimo meccanismo, e più precisamente allo "straniamento" teorizzato da Viktor Sklovskij nel 1917 (vedi Tzvetan Todorov, I formalisti russi. Teoria della letteratura e metodo critico, Einaudi, 1968), che si spiega ad esempio il passaggio dalla "perfezione" stilistica di Raffaello, dall'unità di vero, bello e bene alla base delle sue opere, alle ambiguità della deformazione manierista, alla dismisura barocca, alla nozione di sublime (introdotta per chiarire i fenomeni di inversione estetica di esperienze considerate anche estremamente negative da Edmund Burke, A Philosophical Enquiry into the Origin of our Ideas of the Sublime and Beautiful, R. and J. Dodsley, 1757), fino all'Estetica del brutto di Rosenkranz (Aesthetik des Hässlichen, Bornträger, 1853) che relativizza definitivamente l'idea di godimento estetico. (Le cose, naturalmente, sono molto meno semplici di quanto si possa ricostruire in poche righe: sulla complessità delle tendenze artistiche in un periodo apparentemente unitario come il rinascimento vedi ad esempio Eugenio Battisti, L'antirinascimento, Feltrinelli, 1962) [segue su http://architettura.supereva.com/parole/20050627/index.htm]
Giovanni Corbellini Ex-Libris, Feltrinelli, 2007
Progetti automatici
Provando a ridurre lo specifico architettonico ai suoi elementi primari, potremmo individuare - facendoci aiutare da Kenneth Frampton - una serie di categorie di base come tipologia (comprendente la correttezza delle soluzioni spaziali e funzionali), contesto (relativamente all’interpretazione fisica e culturale del rapporto con i luoghi e con la storia) e tettonica (concernente gli aspetti tecnologici, materiali e costruttivi). Altri, come Charles Jencks, probabilmente aggiungerebbero argomenti legati al linguaggio, alla presenza dei simboli o alla rappresentazione della nostra idea del mondo, coinvolgendo quindi questioni percettive, estetiche, comunicative e filosofico-cosmologiche.
Che sia progettata o spontanea, pensata da un architetto o realizzata da uno speculatore, qualsiasi struttura fisica dedicata alle attività dell’uomo si intreccia inevitabilmente a ciascuna di queste componenti. Tuttavia, molti tra i progetti recenti che cercano una più stretta aderenza alle complesse condizioni dell’oggi mostrano un intenzionale distacco dai “fondamentali” dell’architettura, non tanto nella effettiva realizzazione degli edifici, quanto nelle motivazioni e nei processi che ne generano le caratteristiche principali. Se le esigenze della produzione edilizia risultano sempre più ferreamente ancorate a sistemi di certezze consolidati (e alla necessaria focalizzazione su tempi, costi, prestazioni…) il pensiero progettuale si confronta viceversa, nutrendosene, con i contesti fluttuanti e imprevedibili della contemporaneità. La disciplina architettonica assiste così - nell’ambito delle tecniche - a una continua accumulazione di conoscenze e strumenti di intervento, mentre affronta - nel cercare di conferire senso alle proprie proposte - una cesura sempre più evidente tra il terreno sicuro della tradizione e le sfide di un mondo sempre più eterogeneo e in rapida trasformazione, rispetto al quale gli usuali criteri progettuali sembrano aver perso capacità di analisi ed efficacia trasformativa. [segue su http://www.parametro.it/estratto260-1.htm]
Parametro 260, Anno XXXV Novembre/Dicembre 2005
Biografia
1959 :nasce ad arquata scrivia (alessandria) il 3 ottobre - 1978 consegue la maturità scientifica. 1984 : si laurea in architettura allo iuav il 20 luglio , ottiene l'abilitazione alla professione - 1991: consegue il titolo di dottore di ricerca in composizione architettonica discutendo la tesi dal titolo: gli spazi s/misurati. strumenti di controllo compositivo della grande dimensione - 1993: ottiene una borsa di studio biennale per attività di ricerca postdottorato presso l’iuav-dpa - 1997: vince il concorso a posti di ricercatore universitario, per il settore della composizione architettonica e urbana, presso la facoltà di architettura dell'università degli studi di ferrara - 2002: viene confermato nel ruolo di ricercatore universitario - 2003: si trasferisce presso la facoltà di architettura dell'università degli studi di trieste.
Piccoli progetti, Cluva, Venezia 1990 (con Francesco Tentori e Giancarlo Carnevale, a cura di Giovanni Corbellini).
Bibliografia
Uniformità e variazione. Lo spazio urbano nei quartieri contemporanei, Cluva, Venezia 1990.
1984-1998 Una linea di ricerca Iuav, Cd-rom, Iuav-Dpa, Venezia 1999 (con Francesco Tentori, a cura di Giovanni Corbellini).
Grande e veloce. Strumenti compositivi nei contesti contemporanei, Officina, Roma 2000.
Ex libris. 16 parole chiave dell’architettura contemporanea, 22 publishing, Milano 2007.
Che sia progettata o spontanea, pensata da un architetto o realizzata da uno speculatore, qualsiasi struttura fisica dedicata alle attività dell’uomo si intreccia inevitabilmente a ciascuna di queste componenti. Tuttavia, molti tra i progetti recenti che cercano una più stretta aderenza alle complesse condizioni dell’oggi mostrano un intenzionale distacco dai “fondamentali” dell’architettura, non tanto nella effettiva realizzazione degli edifici, quanto nelle motivazioni e nei processi che ne generano le caratteristiche principali. Se le esigenze della produzione edilizia risultano sempre più ferreamente ancorate a sistemi di certezze consolidati (e alla necessaria focalizzazione su tempi, costi, prestazioni…) il pensiero progettuale si confronta viceversa, nutrendosene, con i contesti fluttuanti e imprevedibili della contemporaneità. La disciplina architettonica assiste così - nell’ambito delle tecniche - a una continua accumulazione di conoscenze e strumenti di intervento, mentre affronta - nel cercare di conferire senso alle proprie proposte - una cesura sempre più evidente tra il terreno sicuro della tradizione e le sfide di un mondo sempre più eterogeneo e in rapida trasformazione, rispetto al quale gli usuali criteri progettuali sembrano aver perso capacità di analisi ed efficacia trasformativa. [segue su http://www.parametro.it/estratto260-1.htm]
Parametro 260, Anno XXXV Novembre/Dicembre 2005
Biografia
1959 :nasce ad arquata scrivia (alessandria) il 3 ottobre - 1978 consegue la maturità scientifica. 1984 : si laurea in architettura allo iuav il 20 luglio , ottiene l'abilitazione alla professione - 1991: consegue il titolo di dottore di ricerca in composizione architettonica discutendo la tesi dal titolo: gli spazi s/misurati. strumenti di controllo compositivo della grande dimensione - 1993: ottiene una borsa di studio biennale per attività di ricerca postdottorato presso l’iuav-dpa - 1997: vince il concorso a posti di ricercatore universitario, per il settore della composizione architettonica e urbana, presso la facoltà di architettura dell'università degli studi di ferrara - 2002: viene confermato nel ruolo di ricercatore universitario - 2003: si trasferisce presso la facoltà di architettura dell'università degli studi di trieste.
Piccoli progetti, Cluva, Venezia 1990 (con Francesco Tentori e Giancarlo Carnevale, a cura di Giovanni Corbellini).
Bibliografia
Uniformità e variazione. Lo spazio urbano nei quartieri contemporanei, Cluva, Venezia 1990.
1984-1998 Una linea di ricerca Iuav, Cd-rom, Iuav-Dpa, Venezia 1999 (con Francesco Tentori, a cura di Giovanni Corbellini).
Grande e veloce. Strumenti compositivi nei contesti contemporanei, Officina, Roma 2000.
Ex libris. 16 parole chiave dell’architettura contemporanea, 22 publishing, Milano 2007.
Sindicazione






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26.08.08 @ 19:34:21
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Gli architetti leggono poco ma come ...
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Il manierismo nasce in opposizione? nasce ...
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Consiglio a tutti di leggere le ...
17.05.08 @ 18:24:30
da Admin
FINITO!! SIAMO PROPRIO BRAVISSIMI...e adesso?
17.05.08 @ 00:36:38
da sara
Ciao Alemanno, presto metteremo degli estratti ...
16.05.08 @ 13:11:30
da Admin
ops.. scusatemi =/
15.05.08 @ 11:56:23
da lalo
allora?? com'è andata l'altro ieri? soprattutto in ...
15.05.08 @ 11:55:50
da lalo
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15.05.08 @ 11:55:30
da lalo
L'idea di bellezza in ...
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da renzo marrucci
Non condivido l'idea di citta ...
14.05.08 @ 11:39:20
da renzo marrucci
Ho visto il filmato breve tra ...
14.05.08 @ 02:54:01
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Faccio un appello a chiunque legga ...
08.05.08 @ 13:45:30
da Admin
Purtroppo la partecipazione degli studenti poteva ...
07.05.08 @ 23:32:18
da Admin
Complimenti a sara, vera mentore di ...
07.05.08 @ 22:21:26
da matteo
Accorrete numerosi, ne vedremo delle belle... Parola ...
06.05.08 @ 16:05:41
da Giancarlo
Grazie all' aiuto di Alessandro Zaffi, ...
05.05.08 @ 16:12:28
da Admin
grazie Carli per il sostegno! Speriamo ...
03.05.08 @ 16:59:03
da Admin
ciao a tutti scrivo "dalle fiandre" ...
03.05.08 @ 16:37:09
da carlotta
sì, in effetti coinciso forse è ...
03.05.08 @ 16:01:13
da Admin
(L'amministratore ci richiama all'ordine....Alemanno, non posso ...
03.05.08 @ 15:43:20
da sara
E' bello vedere come sia trasversale ...
03.05.08 @ 15:39:52
da sara
-a Monestiroli: il tema della conferenza era ...
03.05.08 @ 15:23:30
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chissà se riusciremo ad avere una ...
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da sara
Bè, Alemanno, penso che Savi sarà ...
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Lei mi evoca ed eccomi qua. Vorrei ...
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da Giancarlo
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03.05.08 @ 12:28:58
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Ale? Alessandro o Alessandra? o Alemanno?
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entro anche io finalmente a far ...
02.05.08 @ 21:30:31
da Sara
“…gli studenti, anche loro, mischiano memoria ...
02.05.08 @ 20:25:13
da Admin
Ciao Ale! Bè, per il momento ...
02.05.08 @ 20:03:16
da Admin
purtroppo non posso prendere parte alle ...
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ciao mandingo, se sei una persona ...
02.05.08 @ 14:57:17
da Admin
Ma che nome è Mandingo? Esiste ...
02.05.08 @ 10:27:52
da Marfuso
Ma che nome è Mandingo? Esiste ...
02.05.08 @ 10:26:46
da Marfuso
Sono d'accordo con Giancarlo per quanto ...
02.05.08 @ 10:23:38
da Mandingo